Bastardi in salsa rossa di Joe R. Lansdale

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Bastardi in salsa rossa (Rusty Puppy)

di Joe R. Lansdale

Einaudi, Torino

Edizione 2017

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“... e mi compri pure qualcosa di buono da McDonald's.”

“ Hanno cose buone da McDonald's?” (Pag. 146)

In una America sempre più controversa nei rapporti umani, l'amicizia fra Hap e Leonard dovrebbe costituire una base sociale, un esempio per tutta la nazione americana.

Hap e Leonard non sono due star del cinema o del football ma personaggi frutto della fantasia e immaginazione di brillante scrittore americani Joe R. Lansdale.

I due coraggiosi sono in realtà molto umani e fecondi di difetti, particolarità intelligenti che li hanno trasformati in una serie letteraria diffusa, con delle avventure e tante disavventure forti, tutte con caratteristiche simili, come la bellissima ambientazione nel Texas.

Bastardi in salsa rossa scritto da Joe R. Lansdale nel 2017 (Einaudi, Torino) è una puntata fondamentale sia per la trama, ogni volta emozionante, sia per i nuovi e vecchi personaggi che ravvivano la storia.

Il complicato Texas appare nella differenza fra i quartieri, quelli ben amministrati, popolati da persone benestanti e altre zone più difficili, occupata da gente emarginata, in difficoltà economica e sociale. Sono vittime sia della polizia, la quale esercita una autorità al limite della legalità, sia delle bande criminali, le quali utilizzano queste aree come base per le loro attività delittuose. Lo scrittore puntualizza come i bei quartieri siano abitati da bianchi e gli altri da afroamericani. Distinzione ovviamente non vera.

La realtà è differentemente commentata dai due protagonisti, peculiarità necessaria nella formazione dei caratteri.

Per Leonard, nero, gay, repubblicano e conservatore, essere afroamericano non è una giustificazione, ciascuno dovrebbe prendere consapevolezza della propria vita e non usare scuse banali per provocare un alone di vittimismo, assegnando la colpa alla società cattiva.

Hap è il contrario. Liberal, etero, bianco. Attento ad analizzare i fenomeni con una visuale totale, riconoscendo come la volontà personale, i desideri e le ambizioni si scontrano con dei muri invalicabili, non posizionati da se stessi ma da altri.

È la qualità della serie di Lansdale. I due personalità si confondono, si ribaltano, formando le situazioni psicologiche e sociali del romanzo; i contrasti non li respingono, anzi li avvicinano. La bravura di Lansdale è aggiungerci stile linguistico e strutturale.

La trama è essenziale. I detective – per passione e non per soldi – devono affrontare un omicidio commesso a Camp Rapture, un brutto quartiere. Hap e Leonard scoprono tutte le magagne e con il loro atteggiamento il bubbone esplode con le sue corruzioni, lo spaccio di droga, i combattimenti clandestine fra cani, la violenza sulle donne, lo stupro di minorenni; tutti pessimi comportamenti assecondati da una polizia incapace e marcia, fino a prendere la guida delle attività criminali.

L'ambientazione conferma la presenza di aree no limit, guidate da varie gang. In questi spazi la polizia fatica a intervenire se non mischiandosi con le bande. Hap e Leonard invece la cavalcano con abilità, senza paura e senza un altrettanto patetico politicamente corretto; se devono picchiare una ragazzina nera dispettosa e ricattatrice, non hanno scrupoli e lo fanno volentieri, con piacere del lettore.

Come tutti i libri di Lansdale la conclusione è un duello come un classico western. Hap e Leonard affrontano i banditi, solitamente aiutati da una donna forte e decisa, amante delle armi: Manny. È la donna di rinforzo, dura ma onesta e si presenta come un cow boy nella scena finale. L'arrivo della cavalleria aiuta la risoluzione di tutti i problemi.

Il tono è ironico, ricco di battute, canzonatorio, beffardo, ma soprattutto incide i giochi di ruolo fra i due personaggi, con lunghe pagine per deridersi, per descriversi, mischiando il vero alla esagerazione. Ma le intimità letterarie contengono riflessioni sulla vita e sulla loro amicizia fino ad addentrarsi in questioni di sesso al limite del particolare spropositato.

L'esempio è un lungo brano per raccontare di un vecchio albero, rimasto lungamente innalzato quale simbolo di amicizia. La fine della pianta è ovvia perché la vita procede diretta cancellando i sentimentalismi.

La velocità della battuta è il centro del romanzo. Se non avessero dei dialoghi così vivaci Hap e Leonard non esisterebbero. Sono dialoghi serrati, cinematografici, con campo e controcampo veloci, non c'è tempo di riflettere e un’altra frase arriva inflessibile.

Hap ha una concezione della vita cinica e spietata, senza fronzoli e Dio:

“... gli avrei infilato un paio di pinze su per il culo e gli avrei detto di provare a vedere se Gesù poteva tirarglieli fuori.” (Pag. 5)

“Aveva una laurea in Giornalismo, che è come avere una laurea in Latino: non serve a un granché.” (Pag. 7)

Leonard all'opposto è scrupoloso con le persone, non gli dà due possibilità. Non c'entra il destino cinico o la società cattiva, è tutta una scelta personale, individuale e chi sbaglia si deve assumere le proprie responsabilità:

“ … se vedi cadere a pezzi la casa di uno stronzo bianco, con una lavatrice e una pila di pneumatici sul prato, pensi solo che sia uno stronzo pigro. Se vedi dei neri vivere come maiali, cominci a blaterare robe liberali su come siano trattati ingiustamente.” (Pag. 29)

“Ma quello che li ammazza è la loro autocommiserazione. A me hanno insegnato a lavorare.” (Pag. 29)

La pioggia si scatena. L'acqua, nelle sue mille dimensioni, è un elemento usato spesso da Lansdale nei suoi romanzi. In bastardi in salsa rossa diventa religiosa perché accompagna un riturale sacrificale fra i nostri eroi. È in giusto ma bisogna farlo.

Roberto Matteucci

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“There’d he even less chance in a next life,” she smiled.
“In the old days, people woke up at dawn to cook food to give to monks. That’s why they had good meals to eat. But people these days just buy ready-to-eat food in plastic bags for the monks. As the result, we may have to eat meals from plastic bags for the next several lives.”

Letter from a Blind Old Man, Prabhassorn Sevikul (Nilubol Publishing House, 2009)

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Origin di Dan Brown