Bobi Wine Ghetto President Regista: Moses Bwayo, Christopher Sharp

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Bobi Wine Ghetto President

Regista: Moses Bwayo, Christopher Sharp

Cast: Bobi Wine

Provenienza: UK, Uganda, Stati Uniti

Anno 2022

Autore recensione: Roberto Matteucci

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He came from the ghetto. He had no father he had no mother, he was different.

Agosto 2014. Il Regno Unito rifiuta il visto d'ingresso al famoso cantante ugandese Bobi Wine. Così scrisse The Guardian:

Popular Ugandan artist Bobi Wine has been denied a visa to visit the UK this month after gay rights campaigners accused him of inciting homophobic attacks in his song lyrics, according to local media reports. Wine, whose real name is Robert Kyagulanyi, was forced to cancel two scheduled gigs in Birmingham and London where he was due to support Ugandan drama and music group the Ebonies. Gay rights campaigners voiced objections when Wine’s shows were announced. A change.org petition said: “Ugandan artist Bobi Wine writes songs with blatant homophobic lyrics and calls for gay people to be attacked, or killed… allowing such an artist to appear in public is clearly going to raise tensions.” (1)

Il cantante, cresciuto nel ghetto, nell'interviste alla stampa assunse toni leggermente moderati ma sempre duri sull'omosessualità. Era consapevole, il successo in Uganda dipendeva pure dal suo pensiero estremista:

... I just do not agree with them [homosexuals], This is my opinion and happens to be that of 99 per cent of Ugandans”. (2)

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Criticava perfino il presidente Barack Obama:

Criticise US President Barack Obama’s stance on gay rights, the post was later removed but not before Ugandan gay rights blogger Seba had a chance to respond, accusing him of disregarding loyal fans who may be gay, or have friends who are gay.” (3)

La petizione per impedirgli di entrare nel Regno Unito faceva riferimento al testo di alcune canzoni, ad esempio:

If you’re a man, you better be a man/If you’re a girl you, you better stay a girl/Some men dress like a bitch and get it like a bitch/They stink like fish/Fire will burn the batty man/All Ugandans get behind me and fight the batty man”. (4)

Picchiare i batty man. Batty man parole giamaicane dispregiative per gli omosessuali.

Come è riuscito un rapper omofobo, bandito dal Regno Unito a diventare candidato presidente dell'Uganda? Come è riuscito dopo pochi anni a essere accolto negli USA e in Inghilterra come un eroe del politicamente corretto?

Forse finanziamenti abbondanti e un marketing spregiudicato gestito da lobbisti americani e inglesi?

Il fenomeno è spiegato con bravura dai registi Moses Bwayo e Christopher Sharp nel bel documentario Bobi Wine Ghetto President, presentato alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

L'Uganda è governata dal 1986 dal presidente Yoweri Kaguta Museveni. Socialista, da giovane ha combattuto in alcuni paesi africani contro i governi coloniali e dittatoriali. Ha militato in Mozambico nel movimento marxista del FRELIMO, Frente de libertação de Moçambique. In Tanzania aderii nel Front for national salvation per deporre il presidente ugandese Idi Amin. Dopo la caduta di Amin, nel 1986, alla guida di un movimento popolare, occupò Kampala e fu proclamato presidente.

Dal 1986 il GDP è passato da USD 3,92B all'attuale USD 40,43B del 2021. Stesso andamento per il GDP pro capite, da USD 260 nel 1986 a USD 858 nel 2021 Fra similari paesi africani l'Uganda è al quarto posto per il GDP. (6)

Un paese ancora povero, con le solite innumerevoli discrepanze e ineguaglianze esistenti nelle nazioni africane.

La geopolitica dell'odierna Uganda è difendersi dal imperialismo pressante e antidemocratico degli USA e di alcuni stati europei. Al contrario, la Cina, con la sua politica interventista africana, sta influenzando l'Uganda con investimenti e finanziamenti, Museveni lo conferma:

"Africa has been having problems for the last 600 years due to the slave trade, colonialism, neocolonialism -- and none of it was from China." (7)

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Recentemente la collocazione dell'Uganda è chiara e decisa. L'Uganda è uno delle quattro nazioni africane visitate dal Ministro degli esteri russo Sergey Lavrov durante la guerra in Ucraina. (8)

La premessa storica-sociale-politica è essenziale per avvicinarsi al film Bobi Wine Ghetto President e comprendere le interessanti dinamiche.

L'avvio è nel 1986 a Kampala, dei soldati in macchina recitano una preghiera. Ci sono scontri, esultanza della gente. L'ennesima guerra civile africana.

Si passa a un'immagine totale di Kambala con uno splendido establishing shot sulle bidonville della città. Sono pittoresche; la miseria e la penuria sono nascoste dai registi. Essi sono impegnati nel ricercare incontri, foto, concerti, musica e tanto colore.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Nel 2017, Bobi Wine è eletto al parlamento. Nel 2021, si presenta alle presidenziali sfidando Yoweri Museveni. Non è un'impresa facile, Museveni è al potere da numerosi anni, grazie al forte consenso popolare e al controllo delle tribù, il nucleo portante del potere. Museveni è rieletto, Bobi Wine, come ogni perdente, lancia accuse di brogli.

La storia di Bobi Wine comincia dalla sua infanzia difficile in un ghetto. Gli autori puntano su questo dettaglio, nel tratteggiarlo come un ragazzo di strada. Orfano, riesce a superare le avversità con la musica e poi con la politica, fino a essere parlamentare.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

L'altro atteggiamento sottolineato dagli autori è il carattere gioioso, amichevole, premuroso, affettuoso sia con la moglie ma soprattutto i figli, con i quali gioca e li protegge dai pericoli.

Questi comportamenti sono replicati dal suo ufficio marketing per la campagna elettorale. Perciò Bobi Wine è gioioso, amichevole, premuroso, affettuoso con gli elettori, speculando sui rischi corsi per il loro bene. Il pubblico accoglie positivamente i suoi sforzi, correndo dietro la sua autovettura, cantando le sue canzoni, incitandolo.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Bobi Wine è brillante, devoto. Divertente con la folla, docile nelle mani della promozione pubblicitaria ma anche divisivo per gli ugandesi. Coraggioso e vigoroso quando deve affrontare le disavventure per gli interessi dell'Uganda.

La struttura è stabile e appassionante. La presentazione del personaggio perspicace e scontata. Il conflitto è quella con Museveni, con la partecipazione per le presidenziali a seguito di una notorietà internazionale aumentata a dismisura. Ora è considerato il deus ex machina dell'Uganda.

Il ritmo del film è dettato dalla melodia, dalle strade piene di fans danzanti, dal rumore, dal chiasso, dalla confusione, dalle tonalità primarie.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Bobi Wine è un bravissimo rapper, conscio di questo talento. infatti gli autori utilizzano questa qualità per tutto il film. Probabilmente vuole essere presidente per poter cantare persino più liberamente. D'altronde non ha un messaggio politico ma esprime esclusivamente disappunto e polemica. Non ha un'idea ma pubblicizza solo la sua musica. I registi puntualizzano questo aspetto, lo marcano con precisione.

L'altra prospettiva riempie la seconda parte. È il viaggio di Bobi Wine in America e in altri paesi satelliti. Si notano le interviste con televisioni e giornali vicini allo lo status quo colonialista dei loro governi. Protetto addirittura da Robert Amsterdam, avvocato famoso per le sue cause nel mondo.

Qual è la fonte della sponsorizzazione della sua costosa campagna? Gli autori non ne parlano direttamente ma sono palesi nel messaggio filmico.

Bobi Wine Ghetto President, Moses Bwayo, Christopher Sharp

Per animare le inquadrature usano la camera a mano ovvero la camera bassa per esaltare la drammaticità. Sulle ellissi gli autori lavorano perfettamente. Devono raccontare un lungo periodo, pertanto l'accorciano con voci anticipanti la scena successiva, oppure usano delle didascalie con le date.

Alla fine il film è una bella clip musicale, non c'è nulla di progressista. Non basta colorare di rosso le sequenze per essere rivoluzionari.

Ma la domanda del film è un'altra. Bobi Wine vuole insegnare la democrazia, il politicamente corretto agli ugandesi. Ma gli ugandesi hanno capito cosa sia questa democrazia? E hanno smesso di picchiare i batty man?

  1. https://www.theguardian.com/world/2014/aug/13/uganda-bobi-wine-denied-uk-visa-homophobia

  2. https://www.theguardian.com/world/2014/aug/13/uganda-bobi-wine-denied-uk-visa-homophobia

  3. https://www.theguardian.com/world/2014/aug/13/uganda-bobi-wine-denied-uk-visa-homophobia

  4. https://gcn.ie/burn-gays-rapper-banned-uk-gigs/

  5. https://www.treccani.it/enciclopedia/yoweri-museveni/

  6. https://www.macrotrends.net/countries/UGA/uganda/gdp-gross-domestic-product

  7. https://asia.nikkei.com/Editor-s-Picks/Interview/Uganda-leader-says-China-style-diplomacy-better-than-the-West-s

  8. https://www.reuters.com/world/russias-lavrov-visit-africa-moscow-seeks-non-western-ties-2022-07-22/

Roberto Matteucci

https://www.facebook.com/roberto.matteucci.7

http://linkedin.com/in/roberto-matteucci-250a1560

“There’d he even less chance in a next life,” she smiled.
“In the old days, people woke up at dawn to cook food to give to monks. That’s why they had good meals to eat. But people these days just buy ready-to-eat food in plastic bags for the monks. As the result, we may have to eat meals from plastic bags for the next several lives.”

Letter from a Blind Old Man, Prabhassorn Sevikul (Nilubol Publishing House, 2009)

https://www.popcinema.org
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