Delfini, Banana Yoshimoto, Feltrinelli

Delfini, Banana Yoshimoto, Feltrinelli

Delfini

Autore: Banana Yoshimoto 

Casa editrice: Feltrinelli, Milano, I edizione ne “I Canguri”, gennaio 2010

Traduzione dal giapponese di Alessandro Giovanni Gerevini

Autore recensione: Roberto Matteucci

“… gli uomini non conoscono le buone maniere del sesso. Si capisce subito come si sono fatti le loro esperienze. E, contrariamente a quanto si possa credere, sono pochi quelli che hanno imparato a farlo insieme a un altro essere umano.” (p. 42)

La produzione dei manga nasce dopo la seconda guerra mondiale, persa disastrosamente dal Giappone. Il successo fu istantaneo. La motivazione risiede nel target di riferimento: giovani, ragazzi e adolescenti. 

È questa la novità. A differenza dell'Occidente, dove il fumetto è storicamente un dominio maschile, in Giappone il pubblico femminile ha assunto un ruolo centrale, diventando una fascia di mercato imprescindibile.

Il panorama editoriale dei manga si distingue per la sua straordinaria vastità e complessità tematica; ogni cluster ha il proprio genere, con richiami alla storia del Giappone, come le avventure dei samurai e i racconti legati alla vita quotidiana contemporanea.

Fra i temi uno è particolarmente accattivante: il sesso. Gli adolescenti sono molto sensibili all'argomento.

Non c’è solo porno. C’è un linguaggio diretto per i giovani e i loro problemi: sia quelli di crescita, sia quelli intimi, sia quelli sociali.

Gli adolescenti affrontano il mondo in totale disconnessione con la realtà circostante. È il concetto di hikikomori, nato in Giappone, che ha creato figure assurde come “sorella maggiore in affitto” (1) o “amici alla bisogna” (2). 

Esiste anche un confronto generazionale radicale. Essi percepiscono gli adulti come avversari. I genitori risultano figure distaccate, inadeguate nel loro ruolo di guida. Si aggiunge anche la presenza di insegnanti incompetenti, veri e propri 'mostri' che rappresentano una minaccia per la crescita degli studenti.

Inoltre c'è una ribellione linguistica e dei comportamenti umani affine ai lettori contemporanei. 

Questa letteratura è diventata parte integrante del meccanismo commerciale.

Negli anni Ottanta, nasce dal manga, ma anche dalla televisione che segue le stesse caratteristiche, la letteratura post-moderna. Manga, televisione, letteratura hanno gli stessi codici di lettura e lo stesso immaginario giovanile. Qual era la condizione sociale e psicologica delle nuove generazioni in quegli anni? Incerti, dubbiosi, qualunquisti, isolati, insoddisfatti, dipendenti dal sesso o sessualmente liquidi ma soprattutto eroticamente apatici. Con questi protagonisti nasce la letteratura post-moderna:

Se il romanzo moderno era per definizione il romanzo dell'individuo e dell'introspezione psicologica, ora nel romanzo postmoderno l'individuo è un soggetto indebolito, decentrato, moltiplicato e frammentario.” (3) 

Due scrittori nipponici emergenti, seguendo queste combinazioni, diventano celebri e acclamati in tutto il mondo: Murakami Haruki (4) e Banana Yoshimoto.

Banana Yoshimoto è dissacrante:

come nel caso della giovane Yoshimoto Banana, irriverente verso la Cultura.” (p. 48)

È irriverente ma la ventenne scrittrice conosce efficacemente gli stilemi della sua generazione. Altresì sa utilizzare i mezzi dell'industria culturale. Banana Yoshimoto afferma direttamente:

Siamo della generazione allevata a manga e televisione.” (p. 49)

Nel libro Delfini (Feltrinelli), Banana Yoshimoto racconta uno spaccato inquieto della dimensione umana giapponese. Una letteratura post-moderna, minimalista, con tanti personaggi prevalentemente femminili, spensierati, veloci, addormentati o ubriachi, che girovagano per le vie di Tokyo. 

L'autrice descrive il sistema sociale giapponese senza intermediari, senza eufemismi.

La protagonista Kimiko sembra una donna indipendente e libera, ma non riesce a legare con la sorella. Accetta di farsi aiutare da lei quando è a casa in convalescenza. È il primo passo verso la maturità.

Nonostante una parvenza di normalità, Kimiko vive un'esistenza piatta e solitaria. È la sorella, con le sue differenze e idiosincrasie, ad aiutarla.

Gorō è il suo fidanzato. In realtà Gorō ha due ragazze. Oltre Kimiko, egli ama e vive un rapporto intenso con una donna più matura.

Nel Giappone attuale il sesso, le relazioni affettive problematiche, l’incapacità di affrancarsi e di costruire qualcosa sono le paure principali delle persone. È una nazione economicamente ricca ma con un sistema comunitario ostico: 

“… un ceto medio che, sebbene non avesse problemi economici e avesse anche una certa educazione, viveva misteriosamente in un mondo permeato di violenza”. (p. 53)

Nonostante la libertà sessuale, le relazioni dei giapponesi sono fragili ed evanescenti.

Costruire su queste basi un legame è impossibile salvo eccezioni.

Kimiko deve viaggiare, nascondersi in un ricovero di donne disagiate:

Erano donne in difficoltà a causa del loro rapporto con gli uomini, di certo non donne finite.” (p. 63)

Si confronta con loro fino al momento di scoprire di essere incinta.

Questo è il momento della maturità. L'essere donna prevale e finalmente si libera dai pesi sociali.

Un figlio costa, ma non importa. Lei lo vuole, ha sconfitto uno spirito maligno:

“… siamo sempre in lotta contro qualcosa di sconosciuto. Una sorta di spirito maligno … Il nostro vero nemico siamo noi stessi, le paure del nostro ego.” (p. 3)

La vita è più difficile, complicata in una società dove essere mamma single è un segno indelebile. Kimiko sceglie la libertà al femminile, un desiderio di vincere contro tanta solitudine e un futuro precario.

Kimiko è la voce narrante. Racconta, quasi indifferentemente e candidamente, una storia personale plateale e femminile. Le donne, sebbene siano ingannate e sconfitte, riescono proprio nella difficoltà a emergere con la loro forza morale. 

Banana Yoshimoto amplifica i pensieri dei giovani, soprattutto delle donne. Giovani e donne sono tutti rinchiusi nella grande tentacolare Tokyo. In quell'ambiente nascono drammi, ma anche rivincite. I ragazzi delle metropoli giapponesi sono storditi dalla televisione, leggono i manga. Sono immersi nei videogiochi, mangiano velocemente solo junk food e ascoltano musica pop. 

Intorno ci sono famiglie inconsistenti, frammentate, con un eros effimero, mutuabile. 

Banana Yoshimoto conosce bene il suo ambiente ed è capace di narrarlo con tanta malinconia aleggiante in tutto il racconto. La malinconia riflette la condizione della generazione giapponese contemporanea.

  1. Esiste un nuovo mestiere in Giappone nato per i giovani Hikikomori, che viene chiamato sorella maggiore in affitto. Si tratta di una giovane che non ha particolare preparazione professionale, ma usa come strumento di lavoro la sua capacità empatica. Ella rivolge le sue cure a quegli Hikikomori che sono in reclusione da non troppo tempo, al massimo un anno. È la madre dell'Hikikomori che prende contatto con la rental onesan. ... Questa sorella maggiore in affitto tenta, mediante messaggi su fogli di carta che fa scivolare sotto la porta della stanza dell'Hikikomori, di creare una comunicazione con lui. (Giulia Sagliocco a cura di, Hikiko e adolescenza. Fenomenologia dell'autoreclusione, Mimesis, Milano, 2011)

  2. Roberto Matteucci, “In cerca di un amico Regista: Karma Gava e Alvise Morato” 5 dicembre 2016,https://popcinema.org/film/in-cerca-di-un-amico-di-karma-gava-e-alvise-morato, (consultato il 16 marzo 2026)

  3. Luisa Bienati a cura di, Letteratura giapponese volume II Dalla fine dell'Ottocento all'inizio del terzo millennio, Einaudi, Torino, 2005, p. 50

  4. Roberto Matteucci, “Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki”, 2 dicembre 2016,https://popcinema.org/libri/kafka-sulla-spiaggia-di-murakami-haruki, (consultato il 16 marzo 2026)

Sitografia:

Roberto Matteucci, “Il manga. Storia e universi del fumetto giapponese - Jean di Marie Bouissou”, 15 marzo 2013,https://www.sololibri.net/Il-manga-Storia-e-universi-del.html, (consultato il 16 marzo 2026)

Roberto Matteucci, “Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto”, 25 ottobre 2016, 

https://popcinema.org/libri/il-corpo-sa-tutto-di-banana-yoshimoto, (consultato il 16 marzo 2026)

Roberto Matteucci, “Il coperchio del mare di Banana Yoshimoto”, 18 ottobre 2016,

https://popcinema.org/libri/il-coperchio-del-mare-di-banana-yoshimoto, (consultato il 16 marzo 2026)

Roberto Matteucci

https://www.facebook.com/roberto.matteucci.7

http://linkedin.com/in/roberto-matteucci-250a1560

“There’d he even less chance in a next life,” she smiled.
“In the old days, people woke up at dawn to cook food to give to monks. That’s why they had good meals to eat. But people these days just buy ready-to-eat food in plastic bags for the monks. As the result, we may have to eat meals from plastic bags for the next several lives.”

Letter from a Blind Old Man, Prabhassorn Sevikul (Nilubol Publishing House, 2009)

https://www.popcinema.org
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